Pesca a muggini in porto. La rivincita con i cefali.

Ancora eccomi qui a parlare di muggini in porto. Ne avevo già parlato era nel racconto della mia prima pesca a cefali, quando mi sono cimentato a pescare in porto i muggini per la prima volta, ma non ho avuto grande successo. Qui, invece voglio raccontare come ho fatto la seconda volta a migliorare il risultato, dopo la prima esperienza negativa. Questa volta ho fatto le cose in modo un po’ diverso, e ho voluto rimediare a qualche errore nella preparazione della pastura e realizzazione della montatura. Di seguito mi spiego in dettaglio.

Durante la pesca a muggini

Rimedio sulla pastura per pesca a muggini

La prima volta la pastura, pur rivelandosi attrattiva, non si era rilevata soddisfacente dal punto di vista della consistenza. Così, questa volta ho fatto la stesso impasto, aggiungendo agli ingredienti precedenti due cucchiai di zucchero in più. Per comodità riporto tutti gli ingredienti della nuova versione della pastura (per 1 kg):

  • 400 grammi di pane
  • 100 g di farina bianca
  • 100 g di pangrattato
  • 400 grammi di formaggio suddivisi in
    • 300 di pecorino
    • 100 di parmigiano
  • olio di sarde
  • una spolverata di aglio macinato
  • un bicchiere di latte
  • Due cucchiai di zucchero.

Lo zucchero lascia una scia maggiormente attrattiva, amalgama ed addensa meglio la pastura. (infatti questa volta non si sfaldava e reggeva bene anche l’amo).

L’ Esca

Oltre alla pastura con lo zucchero, ho preparato della pastella per i bocconcini da innescare all’amo, usando pane bianco per tramezzini (senza cornice ). Ho bagnato il pane in un miscuglio di latte ed aglio e, dopo averlo strizzato bene, l’ho congelato. In questi modo ho ottenuto un effetto “gommoso”, volto a massimizzare la tenuta sull’amo.

La montatura per la pesca a muggini 2.0

Ho scelto un galleggiante più pesante (3 grammi) su lenza madre del 0.12, poi una spallinata e 2 terminali dello 0.8 lunghi 40 e 50 cm con ami del 16 a gambo lungo.

La battuta di pesca

Questa volta ero con gli amici Anatoliy, Paolo e Carmine. Appena arrivati abbiamo iniziato subito a pasturare e sono arrivate quasi subito molte abboccate poco decise, la maggior parte, dovute alla minutaglia. Abbiamo visto anche delle “toccate” più importanti che hanno affondato completamente il mio galleggiante da 3 grammi. Inizialmente non si riusciva a ferrare nulla, poi abbiamo cominciato ad usare la pastella di pane scongelato.

Catture e conclusioni

Non so se è stato merito del pane da innesco, ma circa da quel momento in poi, sono arrivati diversi sgombri di piccola taglia, qualche sarago, 1 paio di aguglie grandicelle, qualche salpa, diversi cefali di media e piccola taglia. Le prede sono state tutte liberate. Anche il tempo questa volta è stato più clemente e ci siamo potuti trattenere fino a tarda mattinata. Ho molto da imparare su questi pesci, ma ora che ho scoperto quanto sia simpatico e rilassante fare questo tipo di battute di pesca, sono certo che proverò a scoprire posti interessanti per fare nuove scoperte sulla pesca a cefali da condividere su con voi amici di apesca.it .


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