Pesca della seppia. La tecnica, le esche e la montatura per catturarla

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Come pescare la seppia

La pesca della seppia è una pratica molto divertente e semplice da fare,  ora vediamo come eseguirla. Si pratica principalmente da un’imbarcazione e consiste nel presentare un’esca artificiale a questi cefalopodi aiutandosi con il solo moto di deriva (o meglio di scarroccio  pescando  lateralmente)  dell’imbarcazione, dovuta alla corrente marina. Il periodo ideale per questa pratica è nei mesi autunnali, fine settembre- ottobre – novembre, condizioni meteo buone e correnti marine di 1 – 2 nodi. lo scarroccio è molto importante per questa pesca, perché ci aiuta nella presentazione dell’esca. 

Bigfin reef squid (Sepioteuthis lessoniana) caught off Pekan, Pahang, Malaysia

Gli artificiali utili a praticare questa pesca sono innumerevoli, di ogni colore e grandezza. Per questo tipo di pesca NON si usa un artificiale scuro in condizioni di scarsa luce e chiaro in caso di alta luminosità della giornata e limpidezza dell’acqua, ma, al contrario, sarà più efficace usare un artificiale chiaro e sgargiante in condizioni di acqua torbida e luce scarsa e uno scuro in condizioni di giornata soleggiata e mare limpido. Le dimensioni dell’artificiale selezionano anche la taglia della preda che andiamo a ricercare.

Montatura

La montatura andrà fatta in questo modo: moschettone su filo madre con piombo guardiano e terminale dai 50 cm a 1 metro con in punta un artificiale. E’ possibile mettere due terminali a diversa altezza per sondare il fondale in più punti. 

La scelta del piombo da applicare sarà fatta in base alle correnti e alla velocità di  scarroccio dell’imbarcazione, in modo da mantenere l’esca alla profondità di pesca.

Esecuzione 

Si lascia l’artificiale fuori bordo e si fa toccare il fondo, lo si lascia allontanare per qualche secondo e poi si tiene in trazione il filo come in una sorta di trattenuta. Di tanto in tanto si da un colpetto per sollevare l’artificiale dal fondo.

L’abboccata non sarà violenta, come avviene con pesci predatori. Si avvertirà come “un peso” sulla canna. Il  recupero sarà veloce e senza rilasci o  allentamenti del filo, perchè gli ami non sono muniti di ardiglione. Questo consente, da una parte , una semplice slamatura del cefalopode, ma comporta anche l’aumento del  rischio di sgancio accidentale della preda durante il recupero.

ATTENZIONE ! Una volta che la seppia è stata guadinata, va maneggiata con delicatezza. In questa fase i cefalobpodi, sentendosi spacciati possono spruzzare  inchiostro e sporcarci.

Guarda il video di pesca alla seppia con il mio amico Raffaele