Spinning trota torrente. Pescare le trote con l’artificiale

Lo spinning trota torrente si effettua lanciando un’esca artificiale in acqua e poi recuperandola. E una tecnica che richiede molta abilità nel lancio e nell’azione di recupero. I principianti sono scoraggiati da questa tecnica di pesca nei fiumi, perché l’incaglio è facile. Inoltre effettuare un lancio e un’azione di recupero, senza commettere errori che potrebbero “rovinare” il posto, richiede un minimo di esperienza. E’ anche necessaria una buona conoscenza delle prede per evitare di risalire centinaia di metri di fiume senza una cattura.

Muoversi con l’attrezzatura

Pescare a spinning trota torrente è particolarmente comodo per quanto riguarda la mobilità sul posto di pesca. Le canne da spinning sono molto maneggevoli per via delle dimensioni generalmente ridotte e facilitano gli spostamenti fra la vegetazione. Saranno così possibili lunghe risalite di fiume e accesso semplificato a posti mimetici ove nasconderci per non insospettire le trote.

Trota fario catturata a Giffoni V.P (SA) a spinning trota torrente con un Martin di colore rosso
Trota Fario catturata a Giffoni VP (SA), località Vassi

Attrezzatura da spinning trota torrente

Lo spinning della trota in torrente non richiede sostituzioni frequenti di esche e non ci sono montature complicate (solo l’artificiale attaccato alla lenza con una girella al max). In ogni caso le cose che è necessario portarsi per pescare a spinning trota torrente sono:

  1. Canna da pesca da spinning
  2. Mulinello con rapporto di recupero alto  e una buona reattività dell’archetto.
  3. Monofilo (io utilizzo il 18mm) ma i più bravi e competitivi si permettono diametri inferiori per aumentare il divertimento.
  4. Girella con moschettone per la facile sostituzione degli artificiali in base al tipo di tratto che dobbiamo affrontare e per assorbire le torsioni a cui, le innumerevoli rotazioni del cucchiaino, sottopongono il nostro filo.
  5. Giubbotto da pesca con molte tasche interne ed esterne. Non manchino le tasche con la cerniera per gli oggetti personali da non perdere assolutamente
  6. Stivali lunghi con suola antiscivolo
  7. Artificiali di varie grammature. Noi siamo fans dei semplici ma mitici Martin, che reputiamo insuperabili.
  8. Abbigliamento mimetico (colori naturali).
  9. Una cesta per raccogliere le prede (ve ne auguriamo tante) con qualche tasca facilmente accessibile per tenere qualche girella o artificiale a portata di mano.
  10. Tanta salute per le fatiche che comporta questo tipo di pesca fatta di costante movimento

Approcciarsi al posto

Le trote sono molto sospettose. Fondamentale è non essere rumorosi e non appostarsi in punti dove esse ci possono facilmente individuare. Bisogna applicare molta cautela mentre ci si sposta ed evitare o limitare al minimo, gli ingressi in acqua. Fare molta attenzione durante l’avvicinamento al corso d’acqua. In linea generale, se si è costretti ad entrare nel fiume, è preferibile approcciare il posto sempre risalendo il fiume muovendosi in direzione contraria a quella della corrente. Muoversi sempre dal lato opposto a quello dove si intende pescare a spinning trota torrente. Personalmente consiglio un lancio dell’artificiale verso il posto in cui si intende stazionare, prima di occuparlo. A volte le trote si possono trovare dove non immaginiamo, quindi è consigliabile fare un tentativo prima di invalidare il posto passandoci con i piedi e facendo scappare i pesci eventualmente presenti.

Osservare il posto

Se vogliamo avere probabilità di successo nello spinning trota torrente non dobbiamo mai lanciare l’esca in acqua senza aver chiaro quali sono i punti in cui le trote si possono trovare e quale sia il percorso che intendiamo far compiere al nostro artificiale durante l’azione di recupero. Le trote in caccia si posizionano in punti in cui faticano meno per nuotare, ad esempio dietro i sassi. Le trote scattano velocemente lateralmente per catturare ciò che il corso del fiume trasporta (vermi, crostacei, insetti etc).  Può essere utile farsi una mappa mentale del tratto di fiume che abbiamo davanti, al fine di definire delle “target area” strategiche per i lanci.

Conoscere le trote

Dobbiamo letteralmente “entrare nella mentalità” delle trote e fare in modo di non lanciare loro l’artificiale in testa, ma in un punto più distante, in modo da rendere al meglio visibile l’artificiale al pesce, durante l’operazione di  recupero. Questo perché le trote hanno una grande capacità di percepire tutti i movimenti in acqua e questo le stimola all’attacco, ma se esageriamo anche alla fuga.

Tecnica di lancio

  • Lancio a pendolo
  • Lancio Laterale diritto
  • Lancio verticale (o superiore)
  • Lancio laterale rovescio con giro di polso

 

Modalità di Recupero

Una volta piazzato l’artificiale nel punto desiderato entriamo in azione col mulinello. Il recupero dell’esca deve essere fatto tenendo presenti la forza della corrente e la traiettoria che desideriamo dare all’esca. La velocità e la grammatura devono essere sufficienti ad evitare che l’artificiale fuoriesca dall’acqua e salti rumorosamente in modo innaturale. Allo stesso tempo non bisogna esagerare col peso per non incorrere in  incagli in sassi o peggio in arbusti presenti sul fondo. È fondamentale usare anche la canna per correggere eventuali direzioni errate dell’artificiale e cercare di tenerlo a mezz’acqua.

In un’azione di pesca perfetta l’esca artificiale:

  • deve scorrere armonicamente in acqua
  • non deve mai fermare il suo movimento attirante
  • non deve superare il pelo dell’acqua
  • non deve toccare il fondo dal momento della sua caduta in acqua sino a quando arriva in nostra prossimità.

Inoltre bisogna tenere gli occhi fissi sul nostro artificiale per visualizzare in anticipo trote in inseguimento più indecise, in modo da rallentare il recupero e convincerle ad attaccare.

Ripetere i Lanci

E’ buona consuetudine ripetere il lancio se nel lancio precedente non c’è stato alcun attacco da una “target area”. Anche quando capita, volte, che le trote che inseguono l’esca artificiale rinunciano all’attacco è conveniente ripetere il lancio. Questa volta potremmo riuscire nella cattura, ora che abbiamo chiaro il punto da cui il pesce era partito all’inseguimento precedentemente.

Cambiare il punto di partenza dell’artificiale, usando una traiettoria leggermente diversa, può avere l’effetto di incuriosire maggiormente il pesce ed ottenere un attacco deciso. Inoltre il comportamento della trota, osservato durante il lancio precedente, ci può aiutare a decidere un’approccio diverso (in termini di velocità di passaggio o punto di partenza).

La cosa importante è evitare di lasciare l’artificiale in balia della corrente. Tenere sempre  il controllo della traiettoria e dei suoi movimenti, talvolta aiutandosi con spostamenti verticali della canna. Tali accorgimenti aumentano la curiosità della preda e limitano fughe o mancati attacchi.

Lo scopo di questo articolo è quello di comunicare, in modo più chiaro possibile quali sono i criteri che applico durante le mie azioni di pesca. Tutti i vostri eventuali commenti saranno bene accetti, soprattutto se possono migliorare l’utilità di questo contenuto.

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